Speciale Maledetta Primavera & Rockit

sabato 21 marzo 2009

 

SPECIALE MALEDETTA PRIMAVERA @ Cafè Deluxeè

Per Maledetta Primavera, la combriccola di A buzz supreme ha scelto di portare in gita i suoi piccoli monelli canterini.
Dall' humus musicalmente fertile d'oltre Firenze, la nuova musica italiana arriva dentro al centro del capoluogo toscano.
Stasera i compagni di classe: Samuel Katarro, Baby blue, Murièl e Ka Mate Ka Ora si sbizzarriscono armati di strumenti e voci-giocattolo dentro la giostra del Cafè Deluxeè.
Eccoli, pronti a dar sfogo a quel baccano-delirio che si sente solo negli autobus della scuola.
A suon di repertori fatti in casa, ci si ritrova qui con la prerogativa di divertirsi e celebrare insieme l'arrivo di questa nuova stagione che esplode: la Primavera.
E' Lei il tema centrale della serata, il periodo del cotone che si trasforma in polline e delle rondini ubriache.
Proprio nel giorno in cui si allenta la corda alla compostezza, i fanciulli qui presenti si lasciano scoprire così come sono: menti creative in balia delle proprie visioni.
Stasera il Cafè Deluxeè è in mano all'anarchia di tremendi scolaretti, intrepidi nel volersi togliere al più presto quei fastidiosi grembiuli.
Tocca ai Murièl farsi sentire per primi, con la delicatezza del loro pop-folk simbolista.Descrivono colori e sfumature, percepiti con la poesia delle parole in note.Un delicato cantautorato che cangia come questi giorni di fine marzo.


I Baby Blue scompigliano il micro-macro palco del locale, stropicciandosi gli occhi e arruffandosi i capelli coi petali dei mandorli in fiore. Uno squisito baby-blues quello dei quattro pratesi, sbadigliato al sole irradiante delle loro melodie.
Si canta dondolandosi sulle altalene capricciose di queste armonie vocali ; al ritmo di filastrocche pasticciate da fate imbranate e orchi strabici che hanno smarrito la strada.
La delizia di questa Cappuccetto Rosso e i suoi insoliti sospetti accompagnano le note del prossimo gruppo, i Ka mate Ka Ora. Tre bambini alieni alla realtà ma fedeli ai sogni più puri.

Con il loro Visionary post-rock, celebrano la primavera facendola fiorire di vita nuova, raccontandola con l'intimità dei loro boccioli sonori.
Gli occhi di un pubblico sensibile si incantano di fronte a questi cuori pronti a far volare.
Quello dei Ka Mate Ka Ora è un universo più chiaro, che profuma di magia.
Accompagnati dal fido violino di Wassilij Kropotkin, chiudono il loro set sulla purezza emozionale di Michelle e Samuel Katarro alle voci.

E' proprio quest'ultimo, il birbante folletto di Montale-Pistoia, a prendere posto con la sua repentina febbre da cavallo.
Fra un corda tirata e sbalzi d'umore timbrico, Katarro afferra la primavera per le corna; la prende in giro per i suoi
scherzi climatici e le dispettose allergie. Con le mani scivola sugli arcobaleni lunatici della sua chitarra, e sfida a duello un pubblico altrettanto rapsodico.

Giulio Bartolomei


per altre info visita:

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